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CHI FU VERAMENTE GIUDA: UN TRADITORE O LO SPECCHIO DI GESU?


Fuente: PalermoTour.com.ar

Sección: palermo judas
Fecha: 31 de marzo 2010

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(PalermoTour el Tour de Noticias del Barrio de Palermo 31 de marzo de 2010)

di Agostino Spataro da Italia

In questi giorni che precedono la Pasqua, nei nostri paesi e città assisteremo alle tante processioni della "via crucis" che quest'anno si annuncia particolarmente dolente per il Vaticano e, in generale, per la chiesa cattolica.

Saranno rievocati il sacrificio del Cristo e il dramma umano di Giuda, suo apostolo, da tutti bollato come il traditore per antonomasia.

Fino al punto che certa tradizione popolare considera il comportamento dell'Iscariota come il più abietto fra le miserie della viltà terrena e talvolta, assumendolo in maniera troppo estensiva, giunge a scambiare per "tradimento" un atto di dovere civico e/o di dissociazione dal male. 

Infatti, "Giuda" può essere appellata anche una persona retta che denuncia un reato, un abuso, un "pentito" di mafia, un politico che si allontana da un capo corrotto, ecc. Ovviamente, prima di giudicare, bisognerebbe verificare il punto di vista da cui muove l'appellante.

Ma Giuda fu veramente un malvagio traditore?

Il teologo svedese Nils Runeberg ne dubita e, in un suo libro degli inizi del secolo scorso, cercò di dare una risposta, coraggiosa quanto sofferta, al terribile dilemma: chi fu veramente Giuda Iscariota un traditore o lo specchio di Gesù?

Questione complessa, intrigante su cui indagò anche Jorge Luis Borges con un suo saggio un po' presago, ("Finzioni " del 1944, ristampato nel 2004 da Einaudi ) dove il celebre scrittore argentino analizza le ardite tesi contenute nel " Kristus och Judas " di Runeberg che propendono per il secondo attributo, giungendo, addirittura, ad asserire che " non una sola, ma tutte le cose che la tradizione attribuisce a Giuda Iscariota sono false".

Com'era prevedibile, Runeberg - che Borges assicura essere "profondamente religioso " e membro dell'Unione evangelica nazionale- sarà sconfessato e bollato d'eresia dai rappresentanti di tutte le confessioni cristiane che consideravano intollerabili le sue teorie.

Non intendo addentrarmi in tali intricate questioni, né tanto meno parteggiare per l'una tesi o per l'altra, ma solo segnalare al lettore l'originalità delle sopraccitate opere e soprattutto i passaggi salienti del saggio borgesiano che, se non altro, ha il merito di conferire dignità intellettuale ad una tesi che, andando controcorrente, ha osato sfidare l'anatema.

Pur con tutto il rispetto dovuto al genuino sentimento di religiosità popolare, l'argomento, per nulla blasfemo, merita considerazione quantomeno per l'attualità acquisita dopo la pubblicazione, nel 2005, da parte di National Geographic del cosiddetto "Vangelo di Giuda " ossia la traduzione del papiro, in lingua coopta, ritrovato in Egitto negli anni '70.

Ma cerchiamo di seguire il ragionamento del teologo svedese il quale, inseguito da diverse  convergenti condanne d'eresia, fu costretto a riscrivere il suo libro per ben tre volte, senza tuttavia abiurare alla sua tesi di fondo.

In primis, egli rileva "la superfluità" del tradimento di Giuda, poiché per identificare Gesù, ovvero un predicatore famosissimo che parlava ogni giorno o faceva miracoli davanti a migliaia di persone, non era necessario che un apostolo lo indicasse (col famoso bacio) agli sgherri venuti ad arrestarlo. Effettivamente, trattasi di un'osservazione logica che non fa una grinza. Tuttavia- prosegue Runeberg - il fatto è accaduto e non fu dovuto a mera causalità (inammissibile nella Scrittura), ma " fu cosa prestabilita, e che ebbe il suo luogo misterioso nell'economia della redenzione".

Quale fu il movente? La tesi che giustifica l'incomprensibile accadimento è quella che, il Verbo, incarnandosi, "passò dall'eternità alla storia, dalla felicità senza limiti alla mutazione e alla morte.e che per rispondere a tanto sacrificio era necessario che un uomo, in rappresentanza di tutti gli uomini, facesse un sacrificio condegno ".

Ecco, dunque, chiarito l'enigma di Giuda Iscariota che Runeberg spiega nel dettaglio: egli fu l'unico, tra gli apostoli, ad intuire la tremenda missione di Gesù e, da buon discepolo, decise di tradire il suo Maestro, abbassandosi alla condizione di delatore e incassando i trenta denari, il prezzo del tradimento, per annichilirsi a livello del peggiore malfattore e così meritarsi la più grande riprovazione.     

Nella seconda edizione, il teologo svedese, pur correggendo il tiro su taluni aspetti, confermò la sua interpretazione del comportamento di Giuda che " non può essere ascritto alla cupidigia ", semmai a un movente opposto e nobile: l'ascetismo illimitato.

Giuda " agì con gigantesca umiltà; si stimò indegno d'esser buono.mortificò il suo spirito. Premeditò con lucidità terribile le sue colpe.e scelse quelle cui non visita alcuna virtù: l'abuso di fiducia e la delazione.Giuda cercò l'inferno, perché la felicità del Signore gli bastava. Pensò che la felicità, come il bene, è un attributo divino, cui non debbono usurpare gli uomini ".

Nella terza edizione, Runeberg estremizzò la sua visione fino a identificare Giuda come specchio di Cristo. Per quanto possa apparire assurda, la riportiamo, in estrema sintesi e sulla base del racconto che ne fa Borges: Dio, per salvarci, avrebbe potuto scegliere uno qualunque dei destini che tramano la perplessa rete della storia; avrebbe potuto essere Alessandro o Pitagora o Rurik o Gesù; scelse un destino infimo: fu Giuda".

Giuda, dunque, l'incompreso, il Dio sconosciuto. Non a caso il libro di Runeberg si apre con

un' epigrafe, da Borges definita "perfida", che altro non è che un versetto del Vangelo di Giovanni

" Nel mondo era, e il mondo fu fatto per lui, e il mondo non lo conobbe".

                              Agostino Spataro

31 marzo 2010

 

 

Agustín Spataro de Italia

En estos días antes de Pascua, en nuestros pueblos y ciudades a ver las procesiones de muchos de los "Vía Crucis" Este año promete ser especialmente dolorosa para el Vaticano y en general de la Iglesia Católica.

Como se recordará el sacrificio de Cristo y el drama humano de Judas, su Mensajero, todos de marca como el traidor por excelencia.

Hasta el punto que algunos consideran el comportamiento dell'Iscariota popular como la más abyecta cobardía entre las miserias de la tierra y, a veces, teniendo en demasiado amplia, llega a cambio de "traición a la patria" un acto de deber cívico y / o la disociación de el mal.

De hecho, "Judas" se puede apelar, incluso una persona en posición vertical denunciar un crimen, abuso, un "arrepentido" mafioso, un político que va de un extremo a corromper, y así sucesivamente. Por supuesto, antes de que juez, usted debe comprobar el punto de vista desde el cual se mueve la parte recurrente.

Pero Judas era realmente un traidor del mal?

El teólogo sueco Nils Runeberg lo dudo y, en su libro principios del siglo pasado, trató de responder, valiente como doloroso, el terrible dilema: ¿Quién era realmente Judas Iscariote un traidor o un reflejo de Jesús?

cuestión compleja, que también investiga intrigante Jorge Luis Borges con un ensayo profético un poco "(" Fiction "de 1944, reimpresa en 2004 por Einaudi) donde el escritor argentino famoso análisis de la tesis audaz que figura en el" Judas och Kristus "por Runeberg que favorecen el segundo atributo, llegando incluso a afirmar que "no uno, sino todos los que la tradición atribuye a Judas Iscariote son falsas".

Como era de esperar, Runeberg - Borges asegura que ser "muy religioso" y miembro de la Nacional Evangélica de la marca y será repudiado por herejía por los representantes de todas las confesiones cristianas consideran intolerable que sus teorías.

No vamos a entrar en estas cuestiones complejas, y mucho menos parte de una tesis u otra, sino sólo informar al lector de la originalidad de las obras mencionadas anteriormente y pasajes especialmente sobresaliente del ensayo de Borges que, si nada más, tiene la mérito intelectual de dar dignidad a una tesis que, en contra de la tendencia, se ha atrevido a desafiar la maldición.

Incluso con todo el respeto debido a los sentimientos genuinos de la religión popular, el argumento para nada blasfemo, al menos, merece una consideración de la moneda adquirida después de la publicación en 2005 por la National Geographic llamado "Evangelio de Judas", que es el traducción del papiro en lengua copta, que se encuentra en Egipto en los años 70.

Pero vamos a seguir el razonamiento del teólogo sueco que, perseguido por varias condenas de convergencia de la herejía, se vio obligado a reescribir su libro tres veces, pero no renunciar a su tesis fundamental.

En primer lugar, toma nota de la "superflua" la traición de Judas a Jesús como para identificar, o un famoso predicador que hablaba todos los días y obraba milagros ante miles de personas, que no era necesario indicar un apóstol (con el famoso beso) para secuaces fueron a arrestarlo. De hecho, es una observación de que la lógica es impecable. Sin embargo, Runeberg continúa - el hecho ocurrió y no se debió a la causalidad simple (inaceptable en la Escritura), pero "lo que fue entregado, y que tuvo su lugar misterioso en la economía de la redención."

¿Cuál fue el motivo? El argumento que justifica la aparición inexplicable es decir, el Verbo encarnado, "pasó de la eternidad a la historia, la felicidad sin límites a la mutación y la muerte ... y para responder a tal sacrificio era necesario para un hombre, lo que representa de todas las personas, debe hacer una condegno sacrificio.

Aquí, pues, aclarar el enigma de Judas Iscariote Runeberg que explica con detalle: era el único entre los apóstoles, para realizar la misión de Jesús y tremenda, como un buen discípulo, decidió traicionar a su amo, bajando la condición el informador y recoger treinta piezas de plata, el precio de la traición, para aniquilar a los peores criminales y por lo tanto merecen el mayor culpable.

En la segunda edición del teólogo sueco, aunque algunos ajustes en ciertas áreas, confirmó su interpretación de la conducta de Judas que "no se puede atribuir a la codicia, y no un motivo opuesto y noble ascetismo ilimitada.

Judas actuó con humildad enorme, era estimado para ser indigno de su buen espíritu ... mortificado. La premedicación con terrible claridad sus pecados ... y escogió a aquellos que no visita ninguna virtud: el abuso de la confianza y el espionaje ... Judas buscó el Infierno, porque la dicha del Señor fue suficiente. Pensó que la felicidad, también, es un atributo divino, que no debe usurpar la gente ".

En la tercera edición, Runeberg radicalizar su visión para identificar a Judas como un espejo de Cristo. Aunque pueda parecer absurdo, el espectáculo, en pocas palabras, sobre la base de la historia que hace Borges: Dios, sálvanos, podría haber elegido cualquiera de los destinos que a través de la red confundido la historia podría haber sido Alejandro o Pitágoras o Rurik o Jesús eligió un destino humilde: Judas.

Judas, pues, el malentendido, el Dios Desconocido. No es coincidencia que el libro se abre con Runeberg

un "epígrafe de Borges llamado" malvados ", que no es sino un versículo del Evangelio de Juan

"El mundo era, y el mundo fue hecho por él y el mundo llegó a conocerlo."

Comentarios de los Vecinos

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Antonina Cascio, USEF 1 de abril de 2010 20:01
Queridos amigos, la nota me parece muy buena.(La había leído ayer en el porta de USEF).
Y no es para menos viniendo de Agostino Spataro, un tipo que tiene una visión extraordinaria del mundo y de los "hombres".
Una visión que abre la mente a diversas lecturas de la realidad, como lo era la de Borges.
Pero la traducción...chicos, por favor¡ tiene mucho para corregir. No hace honnor al artículo original y lo que es peor cambia el sentido del mismo.
Creo que tiene solución. Y seguramente uds. podrán arbitrarla dado que están capacitados para hacerlo.
Antonina.

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